I Pink Floyd. Il gruppo che forse più di ogni altro ha incarnato l’anima stessa della musica del decennio d’oro, quello che ha rotto la struttura schematica della composizione musicale tradizionale tracciando nuove coordinate che sono diventate modello da emulare e fonte di ispirazione per intere generazioni di nuovi artisti.

UMMAGUMMA O DARK SIDE? NEIN…

Di loro qualcuno amava gli sperimentali album degli esordi (come The Piper At The Gates Of Dawn, A Saucerful Of Secrets o Ummagumma), qualcuno preferiva i più radio friendly The Dark Side Of The Moon o Wish You Were Here, ma io ho sempre messo Atom Heart Mother sopra a tutti gli altri.

TRA PSICHEDELIA E PROGRESSIVE

Posto sul confine epico che divide ed unisce Psichedelia e Progressive, presenta brani di valore assoluto come la fantastica colazione psichedelica di Alan (Alan’s Psychedelic Breakfast), fatta di gesti quotidiani e di attimi intimi e delicati, o come la meravigliosa If, performance acustica di grande impatto e grazia dalla precisione geometrica.

LA COPERTINA CON LA MUCCA

Ma la perfezione vera e propria viene sfiorata nella sfaccettata title track, suite talvolta anche un po’ pomposa, ma che contiene passaggi di una poesia eccelsa e di una bellezza accecante, in puro stile Pink Floyd. La mitica copertina, con la mucca al pascolo con la testa rivolta verso di noi nell’atto di scrutarci, giganteggia ancora lì, nello scaffale delle mie cose più care: la mia collezione di vinili.

Playlist: Atom Hearth mother – Pink Floyd