Fare le carte al vino in Sicilia. Come si annuncia il 2020? La risposta è più che confortante a giudicare dal report presentato a Marsala nel baglio della cantina Caruso&Minini. I prossimi 12 mesi saranno carichi di soddisfazioni, dall’Etna alle colline di Trapani, provincia leader per volumi di produzione.

UN ANNO FORTUNATO

Il responso dei viticoltori è stato unanime. Le condizioni climatiche del 2019 da un lato farà scendere i livelli di produzione, ma dall’altro ha garantito una straordinaria qualità delle uve. Sembra un paradosso, eppure è il prologo per un’annata indimenticabile.

UVE DI GRANDE LIVELLO

“La vendemmia ci ha regalato un’aspettativa molto alta – sostiene Stefano Caruso – le uve hanno raggiunto una qualità di grande livello nonostante il clima freddo della parte finale della primavera scorsa. Ciò determinerà un decremento produttivo comune a tutto il territorio siciliano. Con questa premessa, dalle aziende della zona collinare di Trapani a quelle etnee, ci accingiamo a confermare la buona reputazione che il vino siciliano ha saputo guadagnarsi sui mercati nazionali e internazionali”.

OBIETTIVO ESTERO

Il mercato internazionale, del resto, è l’obiettivo dichiarato di Caruso&Minini. All’estero è indirizzato oltre il 70% della produzione dell’azienda che ha saputo, negli anni, conquistarsi credibilità negli Usa, in Cina e in buona parte dell’Asia e in tutta Europa, puntando soprattutto sui vitigni autoctoni.

LA PAROLA AGLI ESPERTI

Tema che è stato al centro del talk show di Marsala a cui hanno partecipato Nino Aiello (giornalista de Le Guide del Gambero Rosso), Luigi Salvo (Ais – Associazione italiana Sommelier), Gianfranco Marrone (ordinario di semiotica dell’Università di Palermo e scrittore) e lo stesso Stefano Caruso.

IL BRAND SICILIA

“La Sicilia ormai è credibile – sottolinea Nino Aiello – e la sua qualità del tutto riconoscibile. Pensiamo, per esempio, al grande lavoro fatto dalle aziende etnee che ormai da circa un decennio hanno garantito nuova linfa al mercato regionale. Oggi la Sicilia si presenta con qualità e dignità perché ha saputo utilizzare al meglio l’esperienza di tante aziende storiche coniugandole con le ragioni del marketing. Il risultato è che il brand Sicilia funziona”.

IL FUTURO DEL GRILLO

Da Luigi Salvo, tra i più apprezzati maestri sommelier siciliani, arrivano le note di merito per i vitigni autoctoni siciliani, dal nerello mascalese della zona dell’Etna al catarratto. Ma una menzione particolare la dedica al grillo, “che qualcuno dava per defunto e invece può rappresentare una fattore importante per il consolidamento della specificità siciliana nei mercati nazionali e internazionali”.

IL PIACERE DEL VINO

Il richiamo di Gianfranco Marrone riguarda proprio le specificità siciliane. “Ma se in Sicilia si può produrre uno chardonnay di qualità, perché rinunciare? La tradizione si costruisce giorno dopo giorno pensando sempre al futuro. Anche perché non è detto che tutto ciò che arrivi dal passato sia preferibile al presente. E soprattutto non dimentichiamo la cosa più importante, il piacere di bere vino al di là di mode, tendenze e di ogni tecnicismo”.

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