Musicista, pittore, scrittore: un vero artista dei sentimenti. Signori, ecco a voi Manlio Noto, che oggi racconta al nostro giornale che cosa è l’amor. E cosa significavano gli adesivi per i ragazzi dell’altro ieri.

TU E I TUOI 14 ANNI

Siamo fermi al semaforo, io e te, mi giro e sto per dire qualcosa ma ti vedo china sul tuo telefonino. Dai capelli biondi che ti coprono tutto il viso sporgono appena il naso e la bocca e allora mi blocco. Tu e i tuoi 14 anni, li ho avuti anch’io ma non é servito a nulla, tu chatti, posti, twitti…e allora mi fermo a guardarti”.

SOMIGLI A TUA MADRE

“Porca miseria quanto assomigli a tua madre, adesso sembri lei e mi sforzo di non ricordare, ma cedo come al solito, e mi ricordo quando io e tua mamma ci amavamo. Mi fa male il cuore a guardarti ma sono come ipnotizzato, ammaliato, schiavo di ricordi emozioni, sensazioni che quasi mi manca l’aria”.

L’ADESIVO DEL CUORE

Tu non me l’hai mai chiesto ed io non te l’ho mai detto come io e tua madre ci siamo conosciuti. Non ci siamo amati subito, ci siamo solo conosciuti per caso un tardo pomeriggio, io con due amici i giro per negozi a chiedere “avete adesivi?” Si amore mio, come fai a capire questa cosa da matusa? gli adesivi. Erano trofei di caccia, si collezionavano, scambiavano e puntualmente finivano incollati sul vetro delle nostre stanze.

A CACCIA DI TESORI

La maggior parte si potevano guardare dall’interno della stanza altri si incollavano con la faccia verso l’esterno, un po’ rovinavano l’ordine certosino della composizione ma vuoi mettere fare vedere al palazzo di fronte quella bellissima patacca John Player Special? Io passavo pomeriggi interi facendo finta di studiare mentre il mio sguardo andava su Wrangler, Jesus, Adidas, Bla Bla, Dolcemente mostruoso, Plait…e poi la famosa linguaccia dei Rolling Stones e quel maledetto Wampum che appiccicandolo fece una bolla d’aria che mi dava sui nervi.

IL PRIMO INCONTRO

Dovresti aver vissuto queste cose amore mio che chatti con chissà chi. Tua mamma faceva lo stesso giro con una sua amica e quando ci scontrammo all’uscita di Olimpic Sport io provai un po’ di fastidio, lo stesso fastidio che provavano i commessi a quella litania di “avete adesivi?” Qualche negoziante si priava di darceli ma pochi gli altri si cuocevano a questa richiesta. E cosí la guardai male, a tua mamma intendo, nella mia mente da picciriddo quello era il mio territorio, ma non dissi niente e continuai il mio giro.

I PINK FLOYD E PLAYBOY

Giunto in via Ausonia entrai da Long Playing, un po’ scantato perché il proprietario era un tipo incazzoso mentre l’impiegato no…aspettai il momento giusto e mi diressi di corsa verso l’impiegato: “Ciao, avete adesivi?” “Un attimo” fece lui, aprí un cassetto e mi diede tre adesivi: Playboy, AC/DC e uno troppo bello dei Pink Floyd. Quasi scappai per paura che se li riprendesse e andai verso l’uscita, contemporaneamente entra tua mamma con l’amica ma vennero bloccate e cazziate dal proprietario che sbraitó in maniera eccessiva per due ragazzine di 13 anni.

IL REGALO

Non so perchè ma quel rimprovero scosse anche me e incrociando lo sguardo mortificato di quella ragazzina sentii un blocco allo stomaco. Senza pensarci, fuori dal negozio, la fermai e le regalai il mio Pink Floyd, cazzo , il piú bello…lei disse “Grazie!” E scappó via ridendo con la sua amica prendendomi per scemo. Ovviamente ci rimasi di merda, sia per l’adesivo che per la presa per il culo….minchia l’adesivo Pink Floyd…!

UN’ALTRA EPOCA

Dentro di me cercai consolazione pensando di avere comunque ancora Camel Trophy, 012 Benetton, Jeans Pooh e attenzione la chicca: Botton & Cassidy. Rarissimo! Ritorno con la mente sul tuo profilo e non so se sentirmi cretino o importante di fronte a te che sei di un altra epoca… È verde ed io mi lascio strombazzare alle spalle pur di farti una carezza.

ROBE DI KAPPA

Ti scosti infastidita la testa (precisa a sua madre), io ingrano la prima e guardando avanti la magia: un Renault 4 rossa con un adesivo Robe di Kappa. “C’avete adesivi?” Esclamai a voce alta. “ma che hai papá?” “Niente amore, cose vecchie…cose mie…”

Playlist: Fly me to the moon – Frank Sinatra