Il Signor Giordano di “Cinico TV” esisteva davvero. Si chiamava Pietro Giordano e quando morì – il 27 gennaio del 2017 – aveva 69 anni, la maggior parte dei quali vissuti (volontariamente) di espedienti e di quel cinema d’autore che per gli effetti di una bizzarra congiunzione astrale lo aveva scelto.

FERROVIERE PER 2 GIORNI

Pietro Giordano era l’ultimo di cinque figli di una famiglia assai umile – padre camionista, madre casalinga -. Scuola poca e malvolentieri. In compenso, già da bambino lavorava da sguattero presso alcuni negozietti del suo quartiere. Poi tanti impieghi aleatori: uomo di fatica, cameriere, maschera al Biondo, finanche impiegato alle Ferrovie dello Stato (per due giorni).

SI IMBUCAVA AI MATRIMONI

Infine decise che non lavorare era meglio e che conveniva aspettare la pensione (una sua ossessione, questa della pensione…). Con Lo Giudice (un altro di quelli che sarebbe finito nel caravanserraglio di Maresco e Ciprì) si imbucava ai matrimoni. Fingevano di essere parenti dello sposo o della sposa, si accomodavano e mangiavano, mangiavano…

LA FUGA DA SIR JOHN

Ma spesso li scoprivano e i due erano costretti a precipitose rocambolesche fughe. Con Lo Giudice si erano conosciuti così, mentre tentavano di scappare entrambi dalla finestrella del bagno del Sir John, braccati da dozzine di inferociti parenti degli sposi.

DA CIMINO A MARESCO

La sua carriera d’attore iniziò per caso. Lavorava con un amico quale comparsa ne “Il Siciliano” di Michael Cimino. Il suo amico venne a sapere che uno degli attori di Ciprì e Maresco (che stavano girando in zona in quegli stessi giorni) si era ammalato. E ai due registi presentò Giordano. Fu l’inizio dell’avventura in “Cinico TV”.

LA MISERIA DOPO IL SET

La sua esperienza di attore gli valse una discreta popolarità ma non certo il benessere economico. E infatti Giordano una volta abbandonati i set stralunati e polverosi di Ciprì e Maresco era tornato al suo lavoro di mendicante. Lo si incontrava spesso ai Quattro Canti, dove presidiava la Chiesa di San Giuseppe dei Teatini.

ERA SEMPRE BEN CURATO

Ma si lamentava, perché la gente che lo vedeva ben curato e con addosso una delle polo che tanto amava (una vera passione, la sua) credeva fosse ormai un facoltoso attore e non gli faceva l’elemosina. Anche per questo, ce l’aveva con i mendicanti stranieri, che secondo lui rovinavano la piazza.

TROPPI MENDICANTI

“Ora – dichiarò nel corso di una delle sue strampalate lunari interviste – c’è il fatto che a Palermo tutte le chiese sono piene di mendicanti che provengono da tutto il mondo. Addirittura l’altra volta ho conosciuto una che era egiziana: mah… ci piace la Sicilia…”

LA GAG E IL CAFFE’

Negli ultimi tempi Giordano – con le sue smorfie e i suoi enciclopedici tic- si trascinava accasciato e malmesso per le strade di Palermo. Senza mai sottrarsi tuttavia a una gag che il passante di turno gli chiedeva di improvvisare. Magari in cambio di un caffè al bar.

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