Si era rifugiata in chiesa, quella del quartiere, poco distante da casa sua. Inginocchiatasi davanti alla statua della Madonna iniziò a pregare e le sue orazioni erano accompagnate da un fiume di lacrime. Mariella aveva appena litigato con la madre, un’accesa discussione che aveva generato la sua disperazione. Le urla si erano sentite sino in piazza, dove in quel momento c’era tanta gente intenta a fare la spesa.

LA VUCCIRIA DI GUTTUSO

Il mercato era quello della Vucciria di Palermo e la sua famiglia abitava in una di quelle stradine adiacenti. Il luogo era unico per i suoi colori, per i suoi suoni, per gli odori. Gli ombrelloni delle bancarelle con le varie tonalità di tinte e svariate mercanzie esposte, avevano ispirato perfino il Renato Guttuso in un suo celebre quadro. 

UNA VICENDA DRAMMATICA

Che cosa era successo? Perché Mariella, una ragazzina di undici anni, era corsa nella casa del Signore per cercare conforto? Una brutta storia era stata scoperta, una di quelle vicende drammatiche che sconvolge le coscienze delle brave persone. Era accaduto che la madre avesse scoperto la tresca con suo padre, il suo “fidanzato”. Era in questo modo che quello snaturato essere si faceva chiamare nei momenti di scabrosa intimità.

UN BOCCIOLO MAI FIORITO

Sono storiacce che generano rabbia e incredulità e non c’è un limite per descrivere la propria condanna, per disapprovare certe debolezze umane.  Tanta pietà per un’infanzia violata, quella di Mariella, per un’esistenza ormai segnata. Una bimba, un bocciolo di rosa raccolto precocemente e mai fiorito.

LA MADRE PIETRIFICATA

La madre era rincasata prima dal lavoro e varcata la porta della stanza da letto, era rimasta pietrificata, le era caduto il mondo addosso. Un forte suono si era impadronito della sua testa, le veniva da vomitare, un enorme calore si irradiava dal suo corpo. La scena sarebbe bella da descrivere se si trattasse di una dolce storia d’amore, ma qui no, qui le parole sono violentemente soffocate.

LA PREGHIERA

Poi la rabbia si trasformò in furore. È uno di quei momenti che la ragione dà spazio alla follia e tutto può accadere. Mariella aveva fatto in tempo a rivestirsi e fuggire. Povera Mariella non sapeva cosa fare e il suo primo pensiero fu di pregare. In un primo momento aveva pensato di rivolgersi a Padre Mario, il prete della Chiesa dove aveva fatto la Prima Comunione poco tempo prima. Poi però preferì lasciar correre, perché sperava che nel frattempo la madre si fosse calmata e tutto magari sarebbe ritornato come prima.

VITE SEGNATE

Quel mattino dell’8 luglio del 1980 la vita di quella famiglia cambiò irrimediabilmente. Del resto, comunque si metteva, era palese che nulla potesse essere come prima, erano vite ormai segnate, questo valeva sia per il carnefice sia per le sue vittime. Il seguito è cronaca giudiziaria. La madre andò dai carabinieri a denunciare l’incestuoso adulterio, ma anche il delitto di cui si era macchiata. Accecata dalla rabbia, aveva afferrato un coltello da cucina e aveva iniziato a colpirlo sferrando numerosi fendenti verso quella bestia che una volta era suo marito.

RABBIA MISTA A IGNORANZA

Mariella si fece coraggio e decise di ritornare a casa e appena vi arrivò trovò tutta la gente del quartiere che incuriosita si era riversata lì. Non si spiegava tutta quella confusione. Poi vide sua madre salire su quella macchina nera con i lampeggianti, accompagnata da persone in divisa. Quando corse incontro alla madre, qualcuno dalla folla la bloccò, allora Mariella gridò “Mamma”! Tutti si girarono nella sua direzione. Sua madre continuò a tenere gli occhi abbassati. La sua rabbia mista a ignoranza condannava la figlia. Mariella capì di essere rimasta sola al mondo senza qualcuno che potesse insegnarle il significato della parola amore

Playlist: Alladin sane – David Bowie