L’ultima Casetta Rossa, un film che parla d’amore e di guerra e che racconta a 360° la vita di Carmelo Onorato. Per essere più precisi, frammenti della sua vita, la parte finale di un’esistenza che narra meglio di mille storie la tragedia della seconda guerra mondiale e prima di essa i sentimenti violati di un uomo e di una donna. Il loro amore andato in frantumi davanti ad un plotone d’esecuzione, come uno specchio che riflette l’assurdo epilogo di una vita e le schegge private di un matrimonio che si spargono a margine di una vergognosa pagina di storia.

CHI ERA CARMELO ONORATO

La vicenda umana di Carmelo Onorato sembra un’invenzione letteraria per la sua complessità psicologica, la trama disegnata per un serial televisivo tanto è zeppa di colpi di scena. È la storia di un ufficiale che aggregato alla divisione Aqui è impegnato sul fronte di guerra a Cefalonia, dove la supremazia di uomini e mezzi dell’Italia non riesce ad avere la meglio sulla caparbia resistenza dei greci. L’arrivo delle truppe tedesche dovrebbe spezzare l’equilibrio, ma il destino si diverte a mischiare le carte e a disegnare uno svolgimento a sorpresa quale prologo di un finale scontato. C’è l’armistizio dell’8 settembre e i gli amici di ieri diventano i nemici di oggi, in tutto il mondo. Solo che a Cefalonia tedeschi e italiani sono a contatto, le disposizioni da Roma sono probabilmente equivoche e sicuramente tardive.

IL RIMPIANTO

Se solo gli italiani fossero rimasti uniti non avrebbero avuto problemi a neutralizzare gli uomini del Fuhrer, ma in molti casi prevalse l’aspetto politico alla difesa dell’ideale di patria. Risultato? La schiacciante superiorità numerica degli italiani andò a farsi benedire e i tedeschi passarono per le armi i soldati fedeli al re e all’Italia. Altra sliding doors: Carmelo poteva fermarsi in Italia nei giorni precedenti all’eccidio di Cefalonia. Invece curò le sue ferite e tornò al fronte perché il dovere superò ogni sentimento. Questo era Carmelo.

Casetta Rossa, Onorato

LA RICOSTRUZIONE DEL DOLORE

Il film di Laura Schimmenti è un pezzo di vita familiare, la ricostruzione del dolore e della speranza di Carmelo e Netty, i nonni materni della regista, attraverso le lettere originali che uniscono Palermo a Cefalonia e alle tante altre città destinatarie, nella spasmodica ricerca di un soldato che non tornerà mai più a casa. Carmelo, eroe che ha scelto l’onore e la bandiera, che ha sacrificato il suo futuro per provare a salvare il presente dei suoi soldati, che si è negato lo sguardo di quella figlia vista una sola volta prima del rientro al fronte. Un soldato che ha combattuto sotto le insegne del fascismo perché l’Italia era fascista, ma che alla prova del fuoco e senza esitazioni ha privilegiato la patria all’ideologia. Ed è per questo che è eroe due volte.

 

LA RESISTENZA E IL VIRTUAL 360°

Il film di Schimmenti (e di un gruppo di tecnici/artisti non a caso protagonisti del progetto), al di là delle ragioni del cuore, è una straordinaria prova d’autore anche dal punto di vista tecnico. Nel film si entra dentro, perché è girato con la tecnica Virtual 360°, esperienza immersiva che attraverso gli occhiali forniti in sala ci porta a contatto con il dramma di Carmelo e Netty e di riflesso con la tragedia della guerra. C’è il lato sentimentale del racconto e quello etico, tanto che l’eccidio di Cefalonia viene ormai considerato il primo atto della Resistenza italiana. Ragione e sentimento che camminano insieme perché la storia e la Storia hanno trovato ne L’ultima Casetta Rossa il loro scenario ideale.